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Itinerario N.2

I mulini e la forra di Canepa

Il percorso (N.2) è ad anello e il punto più agevole per iniziarlo è sicuramente il parcheggio del Centro Tennis di Fonte dell’Ovo.

Di qui si scende fiancheggiando un prato coi campi sportivi alla spalle e subito ci si addentra in un tratto di macchia boschiva.

Entrati nel bosco le fronde e l’intreccio di rami e tronchi, impediscono alla luce diretta del sole di raggiungere il suolo, creando le condizioni ideali alla crescita di svariate specie di funghi, felci e piante tipiche delle zone ombreggiate i cui tuberi e fusti sotterranei sono ricercati dal tasso e dagli istrici che nella notte lasciano le tracce della loro attività di scavo. Attraversato il Fosso di Cà Mazzocchetto, un solco stretto e poco profondo ma dalle sponde in terra scivolose se bagnate, si continua a scendere costeggiando il fosso che si fa via via più profondo e, girando a sinistra, si attraversa anche il Fosso di Montecchio. Costeggiando un campo coltivato il sentiero rientra nel bosco dove risaltano alcuni vecchi castagni malridotti e corre sul ciglio della forra… >>> CONTINUA A LEGGERE

L’itinerario permette di compiere un percorso circolare all’interno di un’Area Naturalistica Tutelata tra le più verdi del territorio, caratterizzata dall’alternarsi di rilievi boscosi e fossi impervi. Oltre alle bellezze paesaggistiche di questa porzione del versante sud-occidentale del territorio, il sentiero offre notevoli spunti di interesse naturalistico e storico-architettonico, come la Grotta di Canepa ed il complesso degli antichi mulini ad acqua.

Punto di Partenza

Parcheggio del Centro Tennis, in località Fonte dell’Ovo.

Caratteristiche percorso

Lunghezza: 4 Km circa

Dislivello: 220m circa

Difficoltà: medio-difficile

Livello Difficoltà

Percorso escursionistico con oggettive difficoltà date dalla ripidità di alcuni tratti del sentiero, aggravati dall’elevata scivolosità in caso di terreno bagnato. Occorre abbigliamento appropriato e la giusta preparazione fisica.

… Ricoperto da foglie morte, rami e tronchi caduti, l’ambiente appare impervio e silenzioso. L’andamento ed il brusco approfondimento di questi solchi scavati nella roccia in così breve spazio rispecchia la struttura geologica contraddistinta da diffuse fessurazioni delle rocce calcaree e risente probabilmente anche dell’azione di fenomeni geomorfologici attivi durante i periodi glaciali quaternari.

Il sentiero piega sulla sinistra e si sale in una radura erbosa, poi, il sentiero scende fino ad incrociare il Fosso di Canepa. Le alte sponde quasi verticali del fosso sono ricoperte da una densa vegetazione con carpini, aceri e cerri, le cui dense chiome si richiudono quasi a formare una galleria vegetale. Il fondo dell’alveo si presenta come una gola sinuosa per la maggior parte asciutta e scavata interamente nella roccia; lungo il percorso si incontrano bruschi dislivelli e scivoli levigati, pozze d’acqua abitate da rane, ammassi di detriti vegetali accumulati nei periodi di piena e tronchi caduti che sbarrano il passaggio di tanto in tanto.

Ad accrescere il clima suggestivo di tale situazione contribuisce anche il profondo silenzio che regna nella gola, interrotto sporadicamente dal sibilo di qualche uccello silvano e dal fruscio provocato dalla fuga dei timidi animali terrestri.

Buon divertimento