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Trekking N.6

Sentiero della Rupe del Monte Titano

L’itinerario percorre ad anello la parte sommitale del Monte Titano, la cui rupe per le peculiarità geomorfologiche, le alte pareti rocciose incombenti e le sue caratteristiche di naturalità e diversità è l’ambiente più rappresentativo e spettacolare del territorio sammarinese.

Il percorso parte ai piedi del Monte Titano dal centro storico di Borgo Maggiore, l’antico Mercatale (un tempo e tuttora sede del mercato), a pochi metri dalla sede del Centro Naturalistico Sammarinese, dove è possibile osservare le fedeli ricostruzioni degli ambienti naturali più rappresentativi del territorio (diorami) oltre ad una pregevole esposizione ornitologica, zoologica, geologica e paleontologica.

Da una scaletta in pietra, che aggira le ultime case addossate al monte, ci si addentra nel bosco costeggiando la base della rupe in direzione Sud. La particolare situazione microclimatica crea un biotopo dalle caratteristiche uniche per la contemporanea presenza di specie tipiche dei climi mediterranei ed altre che si trovano solo nelle zone medio-alte dell’Appennino centrale. Così vicino al leccio (Quercus ilex), la fillirea (Phyllirea latifolia) e l’asparago (Asparagus acutifolius), si trovano lungo il sentiero il carpino bianco (Carpinus betulus), l’orniello (Fraxinus ornus), il ciavardello (Sorbus torminalis), il borsolo (Staphylea pinnata) e specie tipicamente orofili quali il sorbo montano (Sorbus aria), il maggiociondolo (Laburnum anagyroides), il giglio rosso (Lilium bulbiferum) e l’olivella (Daphne laureola).>>> CONTINUA A LEGGERE

Si prosegue lungo il sentiero senza troppe difficoltà rasentando più volte le pareti rocciose abbellite dal giallo intenso della violaciocca appenninica (Erysimum pseudorhaeticum), per soffermarsi sulla cima dei “bastioni” calcarei sovrastanti la strada ed i centri abitati; qui il bosco lascia il posto a piccoli lembi di prateria arida dove si incontrano alcune specie interessanti quali: Dianthus sylvestris, Sedum maximum, Amelanchier ovalis, Teucrium flavum e Centaurea deusta. Autentica rarità botanica è invece l’efedra nebrodense (Ephedra major), specie a distribuzione mediterranea molto localizzata a carattere relitto che nelle rupi calcaree del Monte Titano occupa la stazione più settentrionale della penisola italiana.

Proseguendo, il sentiero passa sotto l’ingresso della Genga del Tesoro, una angusta cavità naturale parte di un complesso sistema ipogeo esplorabile solo da esperti speleologi ma frequentato da diverse specie di chirotteri. Poco avanti, sempre affiancando la ripida parete rocciosa, si incontrano diversi punti di partenza delle vie di arrampicata per “climbers” esperti (attenzione alle norme che regolamentano l’attività di arrampicata volte alla tutela dell’ecosistema rupestre e della nidificazione degli uccelli rapaci). La roccia del Monte Titano, costituita dalla Formazione di San Marino, si è depositata in ambiente marino circa 16 milioni di anni fa. Ricca di fossili, è composta da frammenti organici e minerali (biocalcarenite). Sui picchi spogli e sporgenti si può scorgere la sagoma bluastra del maschio del passero solitario (Monticola solitarius), il cui canto forte e ripetuto accompagna nella buona stagione l’escursionista in ogni tratto del sentiero. Nel periodo invernale si può scorgere sulle pareti assolate lo “sfarfallare” del picchio muraiolo (Thicodroma muraria), dalla splendida colorazione rosso-nera delle ali, o il sordone (Prunella collaris), chiamato localmente “tordino della rupe”. Scorgere dal basso fra le chiome la sagoma in volo del gheppio (Falco tinnunculus) o del falco pellegrino (Falco peregrinus) non è facile quanto invece udirne il verso emesso con frequenza soprattutto in prossimità del sito di nidificazione. Fra i mammiferi si segnalano lo scoiattolo (Sciurus vulgaris) e, meno visibili perchè notturni, il ghiro (Glis glis), il moscardino (Muscardinus avellanarius) e il quercino (Eliomys quercinus). Il geotritone (Speleomantes italicus) è un raro anfibio urodelo che vive negli anfratti e che qui mostra anche occasionali abitudini arboricole notturne. Più avanti il sentiero scende scostandosi dalle pareti rocciose ed occorre fare attenzione alla segnaletica per non imboccare deviazioni verso il basso. Il sentiero, giunto all’estremità meridionale del Monte, comincia a salire in stretti tornanti sino al piazzale Gandhi, a lato del Palazzo dei Congressi. Si aprono superbi scorci panoramici sui calanchi sottostanti dove affiorano le Argille Varicolori della Valmarecchia. Un centinaio di metri più in basso, proseguendo in uno stretto sentiero verso sud, si può raggiungere il Santuario della Tanaccia, sito archeologico che conferma l’esistenza di un luogo di culto frequentato dal V secolo a.C. al V secolo d.C..

L’itinerario principale risale invece il crinale del monte verso Nord, seguendo un comodo lastricato in pietra, per poi raggiungere la Terza Torre o Montale, un torrione fortificato con funzioni di vedetta; da qui l’occhio può spaziare a 360° godendo di un panorama mozzafiato.

Nelle giornate terse si vedono le cime dei Sibillini, del Fumaiolo, le rocche della Valmarecchia e persino i monti dell’Istria al di là del mare. A Nord si staglia una spettacolare visione della Seconda Torre o Cesta, raggiungibile dal facile sentiero sommitale. Dalla Cesta, sede del Museo delle armi antiche, si raggiunge attraverso il Passo delle Streghe, un ponte in pietra sospeso sulla cresta della rupe, la Prima Torre o Guaita, anch’essa visitabile. Si scende poi alla Basilica del Santo, edificio in stile neoclassico costruito su una precedente Pieve romanica ed al Palazzo Pubblico, sede del Consiglio Grande e Generale, al centro della cui piazza si erge la Statua della Libertà.
Proseguendo ancora in direzione Nord, si giunge al Cantone, panoramica terrazza che domina le vallate sottostanti affacciate all’Adriatico (da qui parte la funivia per Borgo Maggiore) e scendendo per la Cava dei Balestrieri si arriva al Museo di Stato, che conserva reperti archeologici e testimonianze artistiche legate alla storia sammarinese. Da Contrada Omerelli si raggiunge la Porta della Rupe, antico accesso alle mura della città dove giungeva dal Mercatale la vecchia via per San Marino chiamata Costa dell’Arnella. Questa ripida via in pietra, bordata di felci e ciclamini ci riconduce in breve tempo a Borgo Maggiore, in prossimità del Centro Naturalistico Sammarinese.